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Sara Papadato

Iniziato come un gioco, diventato la sua vita. La passione per l’arte circense sfocia in Hops A.S.D.

Lavora per vari anni come ippoterapeuta, poi dà una svolta alla sua vita. Si dedica così allo studio delle arti circensi e dà vita a Hops a.s.d., un’associazione che vuole dare la possibilità di avvicinarsi allo sport, in particolare alle arti circensi, a tutti coloro che hanno ancora voglia di divertisti. Sara ha fatto del suo progetto una professione e adesso lavora interamente all’interno di esso cercando di far conoscere a più persone le arti circensi poichè crede che esse possano essere un valido modo per sognare ad occhi aperti e per educare le persone al gioco e alla solidarietà.

Sara, che lavoro fai?
Sono docente di attività motorie, in particolare mi occupo di progetti sportivi nelle scuole. Sono specializzata nell’insegnamento delle arti circensi e da quest’anno tengo corsi di piccolo circo nella fascia pomeridiana. Inoltre propongo laboratori di circo nelle piazze e animazione.

Come nasce Hops A.s.d.?
L’amore per il circo nasce tanti anni fa, quando durante le scuole superiori partecipai a un corso pomeridiano di giocoleria: palline, cerchi monociclo…mi fecero impazzire! Da quel momento ho cominciato a giocolare per conto mio, ma era sempre rimasto un hobby. Negli ultimi anni, durante alcuni eventi ho cominciato a far giocare le persone con i miei attrezzi; da qui l’idea di strutturare da un punto di vista pedagogico la mia preparazione nell’ambito circense. La proposta di creare un’associazione nasce lo scorso novembre dall’esigenza di dare un’identità in particolare al ramo circense, con annessa la possibilità di pubblicizzare tutte le nostre proposte. Nasce anche dall’idea di dare a chiunque la possibilità di entrare in contatto con il mondo sportivo non canonico, ovvero non proponendo i soliti tre o quattro sport più diffusi, ma cercando di dare delle valide alternative. L’associazione sportiva e culturale dilettantistica Hops A.s.d. nasce a metà marzo del 2013 con questi presupposti.

Quali sono le attività che proponete?
Corsi piccolo circo, progetti sportivi nelle scuole (circo, circomotricità, unihockey, ginnastica artistica, sportstacking, camp multi sportivi estivi, laboratori di circo, baby sitting, feste di compleanno, animazione e tanto altro.

Cosa ti ha portato a intraprendere questa carriera nonostante tu avessi già un lavoro?
Ho lasciato un lavoro che mi garantiva certamente più ore, pur avendo il contratto da rinnovare ogni anno. Di sicuro ciò che mi ha permesso di intraprendere quest’attività sono stati la voglia di indipendenza e di creare qualcosa che potessi sentire realmente mio, la passione per il circo e per lo sport. Chiaramente tutto questo necessita di un investimento iniziale sia economico, che in termini di tempo. Un po’ di sacrifici, ma ne vale la pena. Ho la grande fortuna di avere l’appoggio della mia famiglia e delle mie colleghe.

Quindi qual è stato il tuo percorso formativo?
Dopo un diploma di magistrale linguistico, all’università ho seguito la mia passione per lo sport iscrivendomi a scienze motorie. Durante gli studi universitari mi sono specializzata in ippoterapia presso l’A.N.I.R.E. dedicando otto anni di lavoro a questa professione. Nel 2011 ho frequentato un corso di pedagogia delle arti circensi e dopo pochi mesi mi sono iscritta al “Corso universitario per lo studio delle attività motorie applicato alle arti circensi” presso l’università di Tor Vergata.

Pensi che il tuo percorso di studi sia stato influente in ciò che fai adesso?
Decisamente si, la base di scienze motorie è un trampolino di lancio per specializzarsi nell’insegnamento delle varie discipline, in quanto ti consente di avere una visione globale della motricità di chi hai davanti.

Ti eri prefissa degli obiettivi e sei riuscita a raggiungerli?
Il primo obiettivo era avviare un’attività per conto mio. Raggiunto.

Progetti per il futuro?
Dare continuità alle attività dell’associazione, continuare a investire nella formazione e magari un piccolo tendone da circo.

Cosa consiglieresti ad un giovane che vuole seguire il tuo esempio?
Un bravo commercialista, una famiglia paziente che ti supporti, e soprattutto tanta, tantissima voglia di fare e poche illusioni sui guadagni del primo anno: pensare sempre che tutto è investimento per il futuro.

inserito il 29-11-2013
imprenditorialità, intervista, storia
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